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Questo castello, costituito da una roccaforte naturale che si erge su uno sperone roccioso del monte Rocca, era probabilmente un antico castelliere preistorico ricco di grotte e caverne fino ad oggi non ancora esplorate.
La storia di roccapelago è disponibile nelle pubblicazioni disponibili presso la mostra permanente sulle orme di Obizzo.
“Fuga di tempi e barbari silenzi vince e dai flutti de le cose emerge sola, di luce a' secoli affluenti faro, l'Idea” (A. Gimorri)
Il comune di Roccapelago nell'alto medioevo
Roccapelago è stato comune dell'alto Medioevo con la stessa fisionomia e le stesse prerogative degli altri comuni del Pelago che erano Pieve, Fiumalbo, Serpiano, Modino, S.Andrea, S.Michele, Riolunato, Brocco, Flamignatico e Barigazzo. Essi erano raggruppati nella Comunità di Valle, la quale formava una civitas e perseguiva collettivamente il raggiungimento di quelle conquiste sociali che i singoli villaggi non erano in grado di raggiungere.
Le varie comunità di valle a loro volta formavano il comune del Frignano, una organizzazione di tipo federale e a carattere di centralità, la cui influenza tuttavia sulle singole comunità era debolissima, esplicandosi soltanto quando l'interesse generale coincideva con quello particolare.
Sembrerà strano, ma la Signoria dei Montegarullo non contrastava con l'autonomia locale comunale benché quel Casato esercitasse il potere feudale su Roccapelago come sulle altre comunità finitime.
Appositi statuti regolavano la vita del comune, il più antico risale all'otto marzo 1551. Esso è articolato in 17 paragrafi ai quali se ne aggiunsero altri due nel 1562, inoltre nel 1607 si approntò un organico per il personale del comune, che si componeva di 18 consiglieri effettivi, 12 supplenti, 4 ufficiali maggiori, 4 massari, 4 stimatori, 4 sindaci, 4 revisori delle vie, acque e fontane, e un cancelliere.
La risorsa principale della comunità era offerta dai boschi che si estendevano per centinaia di ettari. Onde evitare che l'eccessivo disboscamento impoverisse la zona, al cui danneggiamento contribuiva anche il bestiame lasciato libero, si adottarono norme speciali a tutela di un patrimonio di vitale importanza.
Quando i così detti Casoni di Roccapelago, che occupavano la parte occidentale del territorio, si staccarono formando nel 1684 il comune au tonomo di S.Annapelago comprendente la zona boscosa più ricca, Roccapelago perdett
e assai di importanza e di risorse. I rapporti fra i due comuni, come è facile intuire, non furono mai idilliaci soprattutto per contrasti relativi ai confini e allo sfruttamento del legname.
Il comune di Rocca, come gli altri comuni minori, cessò di esistere nel 1859 quando venne aggregato al comune di Pievepelago.