Fiumalbo - Roccapelago

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Fiumalbo

Itinerari

Per avere notizie sul paese occorre fare riferimento alla Rocca, simbolo del comune e delle tumultuose vicende storiche vissute dai Fiumalbini: ha infatti origini antichissime (probabile insediamento di pastori cutiglianesi); il documento più antico in cui si parla di Fiumalbo risale al 1038, atto di donazione della Rocca del marchese Bonifacio, padre di Matilde di Canossa, al vescovo di Modena.
Già allora Fiumalbo era comune autonomo ed aveva un proprio podestà; nel 1276 il paese era alleato, con giuramento di fedeltà, al comune di Modena e rimase legato per lungo tempo alla famiglia d'Este.
Sono del 1338 gli Statuti del Frignano in cui compaiono gli statuti propri di Fiumalbo, che tutelò la sua autonomia e la sua tranquillità grazie anche agli stretti rapporti commerciali con l'area toscana fino a tutto il XVI secolo.
I lavori per la costruzione della Via Giardini (che rimase per anni il collegamento più comodo tra Italia Settentrionale e Italia Centrale) iniziarono proprio a Fiumalbo nel 1716. Entrato poi a far parte dell'Italia unita, Fiumalbo cercò di risolvere i suoi problemi soprattutto attraverso l'emigrazione all'estero.
Nel paese sono da ricordare diversi avvenimenti che ricorrono periodicamente: la fiera della seconda domenica di luglio; la tradizionale rappresentazione del presepe vivente che ha origini antichissime; i concerti d'organo; la festa del patrono S.
Bartolomeo, unica per la sua originalità; e per finire il premio "Fiumalbo Città d'Arte", teso a riconoscere l'impegno nei settori sociale, imprenditorale e culturale di personalità locali. La Chiesa di S. Francesco fu costruita nel XVII secolo e presenta all'interno uno splendido altare del Crocefisso, in pietra arenaria, del 1676 (e 1' organo a canne del Traeri 1728). Nel centro del paese sorge il piccolo Oratorio di S. Rocco (secolo XVI), molto interessante per la volta a crociera e per gli affreschi dell'interno, del pittore carpigiano Saccacino Saccacini, che li realizzò tra il 1535 e il 1536. La Chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo, risale al XIII secolo, fu ricostruita ed ampliata alla fine del Cinquecento. La facciata conserva lo stile rinascimentale: l'interno è diviso in tre navate scandite da sottili colonne in sasso e il soffitto della navata centrale è in legno intagliato. Ricco è il patrimonio artistico costituito da quadri, croci, candelieri, reliquiari, paramenti sacri, alcuni dei quali molto antichi in mostra permanente c/o il Museo di Arte Sacra.

La Leggenda delle Campanelle di Fiumalbo
Si narra che anticamente nel paese vi era un uomo incaricato di andare la sera, all'ora dell' Ave Maria, per le vie a suonare una grossa campanella. Quel suono annunciava che era giunto il momento di coricarsi e le mamme si affrettavano a mettere a letto i loro piccoli.
L'uomo si chiamava Sereno e quando morì fu il figlio a svolgere quel compito particolare e così avvenne per generazioni. Si ricorda che uno degli ultimi ad ottenere l'incarico fu Toni Re, che lavorò fino alla veneranda età di novanta anni. Quando si ritirò per ragioni di salute, nessuno voleva sostituirlo.
Tutti gli abitanti si lamentarono addirittura con il sindaco del paese, perchè senza il suono della campanella i bambini non volevano andare a dormire. Un altro uomo, detto Gnegne, si offri per il servizio, ma volle essere pagato profumatamente! L'origine di questa antica tradizione è leggendaria. Si racconta che un proprietario di terre volle, una volta morto, che i compaesani si ricordassero di lui e cosi offrì un compenso a chi suonando un campanello lo avrebbe fatto ricordare nelle preghiere. In realtà non si ricordarono solo di lui, ma di tutti i defunti, e così nella preghiera serale si univa la lode alla Madonna a quella dei morti.

Maggiori informazioni all'indirizzo http://www.comune.fiumalbo.mo.it

Si ringrazia il Gruppo Alambra, la Comunità Montana del Frignano e F. A. Scanabissi e L. Spennato per avere consentito la realizzazione della presente sezione tratta dal libro "Comunità Montana del Frignano" e il libro "Sulle antiche strade del Frignano: voci di storia e leggenda" Adelmo laccheri Editore in Pavullo

 
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