Pavullo - Roccapelago

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Pavullo

Itinerari

Pavullo è il capoluogo del Frignano. La sua posizione mediana tra pianura e alto appennino modenese insieme al fatto di trovarsi all'incrocio di diverse strade ha posto le migliori condizioni per un consi-- derevolesviluppoeconomicoesociale.il nome Pavullo deriva da "paule" o "palude", la palude nei pressi della quale sorgeva.
Ricostruire la storia delle origini di questo paese è alquanto difficile in assenza di testimonianze archeologiche eloquenti in grado di far luce sui molti punti oscuri. Dai tanti studi compiuti sulla toponomastica locale è emerso il succedersi di vari insediamenti, tra i quali quelli dei Liguri Friniati, dei Celti e dei Romani.
Quando i Liguri Friniati si stabilirono nelle zone del Frignano centrale organizzarono il territorio in vichi raccolti attorno ad un fulcro con le funzioni di "castello" ante litteram. I Romani una volta conquistata la zona mantennero l'organizzazione del territorio preesistente,
realizzando in questi luoghi un vero e proprio accampamento militare. È plausibile dunque ipotizzare che la struttura difensiva alto-medievale conosciuta con il nome di Castrum Feronianum altro non fosse che una derivazione naturale dell'accampamento militare impiantato dai Romani di cui si accennava prima. Il Castrum Feronianum comprendeva tutto l'attuale Frignano ed aveva probabilmente il suo capoluogo a Poggiocastro, il colle fortificato più alto.
Le fonti documentarie che attestano l'esistenza del Castrum Feronianum sono numerose: la prima volta è citato in un documento del VII secolo, ancora di esso si parla nella Historia Longobardorum di Paolo Diacono e in svariati documenti dei secoli successivi. Evidentemente il "Feroniano" era un vero e prorio distretto con una sua identità ben precisa. La fisionomia militare della zona si accentuò quando in epoca bizantina il Castrum divenne una sorta di avanposto difensivo contro l'avanzata dei Longobardi ai danni dell'Esarcato di Ravenna. A riconferma del fatto che Poggiocastro fosse il capoluogo del distretto è l'esistenza a Monte San Vincenzo della più antica ed importante Pieve del Frignano, la Plebs de Palude. Nei secoli XII, XIII e XIV all'organizzazione di stampo militare si andò sostituendo l'organizzazione delle pievi, dove l'organizzazione civile del territorio coincideva con quella religiosa. Un altro centro importante nella storia del territorio in questione fu il Castello di Montecuccolo che svolse per molto tempo almeno fino al XV secolo le funzioni di centro amministrativo e giurisdizionale del territorio del Frigano.

Il castello Costruito probabilmente nel XII secolo, è legato alla famiglia dei Montecuccolo (da cui il nome), la quale riuscì ad imporre il suo dominio su tutta la regione. La Potente famiglia ottenne l'investitura imperiale ed estese la propria influenza anche alla Valle del Dolo e del Dragone grazie all'avvocatura dell'Abbazia di Frassinoro. Nel XV secolo il feudo dei Montecuccolo si estendeva dalle montagne reggiane a quelle bolognesi e contava numerosi castelli e ville. Non lontane da Pavullo passano numerose vie che collegavano l'Emilia alla Toscana e questo fu senz'altro un altro fattore di sviluppo per questo territorio. È in questo periodo che un ospizio per pellegrini fu trasformato nell'Ospedale di S. Lazzaro per il ricovero dei lebbrosi. L'ospedale fu a lungo attivo fino al 1620 quando cessò la sua attività.
Il secolo XVIII fu decisivo per lo sviluppo economico e urbanistico di Pavullo che si trovò ad essere attraversato dalla Via Vandelli e dalla Via Giardini.
Nel 1832 il duca Francesco IV, designava Pavullo quale capoluogo del Frignano assegnandogli come stemma l'antica aquila del Frignano. A Pavullo il Duca fece costruire nel parco un Palazzo che divenne poi la sua residenza. Si tratta di un edificio neoclassico a tre piani con scalone a doppia rampa all'interno del quale hanno sede la biblioteca Comunale, il Museo civico frignanese e il Tribunale.
Il Palazzo è collegato da un breve portico ad un grandissimo parco che rappresenta un patrimonio naturalistico di grande valore.
A Montecuccolo spicca la bella chiesa di San Lorenzo, costruita nel 1577 ed il castello, molto danneggiato, ma che conserva, ben visibili le caratteristiche dell'impianto originario.
La chiesa Plebana di Battista di Renno, risale al VIII-IX secolo. Degni di nota sono i pilastri interni di tre diversi tipi: semicolonne di tipo bizantino, pilastri a sezione triangolare e colonne di forma ottagonale, rarissima soprattutto in Italia. La Torre di Gaiato, a pianta quadrata, resta un bellissimo esempio di architettura militare medievale. La pieve di Coscogno fu costruita attorno al VI-Vili secolo ma l'aspetto attuale è frutto di un intervento del XVII secolo e l'elemento più interessante è il portale.


La leggenda del frumento
Se non fosse successo quello che raccontano alcuni nonni ai nipotini, ora a Pa-vullo non ci sarebbe il campo d'aviazione. Molti anni fa, in quella vallata, c'era il più bel frumento che si potesse vedere. Il proprietario era diventato molto ricco, perché lavorava sempre e per lui i giorni festivi non esistevano. Mentre tutte le altre persone, alla domenica, andavano in chiesa per ringraziare Dio di ciò che avevano, quel padrone se ne stava a lavorare nei suoi campi, servendosi anche dell'aiuto dei servi, che lavoravano contro la loro volontà. Era una domenica:
- Venite a Messa, signore? - chiedevano i contadini, passandogli davanti.
- Andate voi, se volete. Io ho da fare. Guardate questa bella vallata: si vede il più bel frumento della zona. Mentre voi andavate a Messa e perdevate tempo, io lavoravo! Ecco il risultato che vi fa invidia! - Detto ciò, in quel giorno festivo, comandò ai servi: - Falciamo il grano! -
Davanti si mise lui, per vedere se lavoravano veramente in fretta. Quando giunse la sera, il biondeggiar del grano maturo rendeva la vallata un tappeto d'oro, che si ammorbidiva sempre più col tramontare del sole. Ad un tratto, tuoni forti, sempre più forti e lampi luminosissimi squarciarono il cielo, che si aprì rovesciando in abbondanza grandine e acqua torrenziale. Il mattino dopo, del frumento non vi era nessuna traccia. Da quel giorno lo seminò ancora, quel signorotto che non consacrava la domenica, ma non crebbe più neppure una spiga. In seguito quella vallata, per l'ubicazione e per le favorevoli correnti d'aria che la attraversavano, divenne il famoso campo d'aviazione.

Maggiori informazioni all'indirizzo http://www.comune.pavullo-nel-frignano.mo.it

Si ringrazia il Gruppo Alambra, la Comunità Montana del Frignano e F. A. Scanabissi e L. Spennato per avere consentito la realizzazione della presente sezione tratta dal libro "Comunità Montana del Frignano" e il libro "Sulle antiche strade del Frignano: voci di storia e leggenda" Adelmo laccheri Editore in Pavullo

 
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