Riolunato - Roccapelago

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Riolunato

Itinerari

Le ipotesi sull'origine del nome di Riolunato sono diverse, ma una delle più accreditate è quella che lo pone in relazione con un antico nome del Monte Cimone, "Alpe Lunata" o "Alpe de Lona". Il nome di Riolunato si identificava con l'attuale frazione di Castello, munita di una rocca.
La tradizione vuole che questa rocca fosse la preferita del famigerato Obizzo, il più noto esponente della famiglia Montegarullo: tra il XIV e il XV secolo ci furono violente lotte tra gli Estensi e Obizzo, che proprio qui, si dice, fu ucciso e, a ricordo della sua morte, fu eretta nel 1571 una colonna in sasso sormontata da una croce di ferro. La rocca passò quindi nelle mani degli Estensi fino all'Unità d'Italia.
Tra il 1786 e il 1787 Riolunato fu sconvolto da una frana che alterò completamente la morfologia del territorio. Nel 1817 la comunità di Riolunato fu aggregata al Comune di Fiumalbo per ordine del Duca Francesco IV e solo nel 1859 si ricostituì in Comune autonomo.
Dal punto di vista artistico Riolunato si distingue per molti tratti ancora interamente medioevali: le antiche case delle famiglie notabili con lo stemma gentilizio, la caratteristica piazza del Trebbo, su cui si affacciano Casa Ferrari, Casa Vellani, Casa Gestri, un tempo sede municipale. Sulla facciata principale di quest'ultima si trova un affresco raffigurante la "Madonna e Santi" e recante in basso un'iscrizione e la data 1462, un bell'esempio di pittura popolare.
La Chiesa parrocchiale di S. Giacomo (1611), restaurata nel 1920, conserva all'interno un affresco quattrocentesco rappresentante la
Vergine Annunciata e tre pale d'altare della scuola di Guido Reni. Molto interessante è la frazione di Castello, che deve il nome all'antica Rocca dei Montegarullo e conserva ancora la struttura di luogo fortificato; la torre, ora adattata a campanile, reca sull'architrave del portale un rilievo inciso recante due date (1481-1482) e alcune figure umane. A poca distanza dal centro del Castello sorge il piccolo Oratorio della Madonna del Caio, dalla struttura a capanna, che conserva un bellissimo affresco raffigurante la Madonna col Bambino e due figure di Santi.
L'opera è databile 1516 e si deve alla mano di un pittore anonimo. Nella frazione Serpiano è possibile ammirare un portico del '300 perfettamente conservato e nella frazione di Groppo, degna di attenzione è l'imponente Villa Bellucci.

Maggiori informazioni all'indirizzo http://www.riolunato.com

Si ringrazia il Gruppo Alambra, la Comunità Montana del Frignano e F. A. Scanabissi e L. Spennato per avere consentito la realizzazione della presente sezione tratta dal libro "Comunità Montana del Frignano" e il libro "Sulle antiche strade del Frignano: voci di storia e leggenda" Adelmo laccheri Editore in Pavullo




 
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