S. Pellegrino - Roccapelago

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S. Pellegrino

Itinerari

S.Pellegrino, avvolto da un alone tra leggenda e realtà. Da secoli remoti ha acquisito fama, con la presenza di un ospizio ed una chiesa, nei quali affluivano pellegrini, viandanti, poveri ed infermi per ricevere soccorso.
La presenza dell'ospizio di San Pellegrino sul valico dell'Appennino tosco-emiliano, a 1525 s.l.m., si giustificava con una via di comunicazione, che da epoche immemorabili congiungeva la Toscana con la pianura padana e con l'Europa settentrionale.
L’identità e la storia dei due santi sono incerte e hanno dato luogo a molte ipotesi.
La leggenda più accreditata è che San Pellegrino, figlio del re di Scozia, fosse venuto in questi luoghi per cercare quiete e far penitenza. Venne tentato dal diavolo più volte ma seppe sempre resistere. Alla fine il diavolo, irritato, lo schiaffeggiò violentemente da fargli compiere tre giri su se stesso. Vicino al crinale che divide la Toscana dall’ Emilia, si trova un luogo detto il “Giro del diavolo” dove sono ancor oggi visibili i grossi cumuli di pietre che fino a qualche decina di anni fa, processioni di devoti portavano come segno di penitenza per onorare il Santo e chiedergli delle grazie.
La leggenda narra che il Santo giunto all’età di 97 anni, sentendo ormai vicina la morte si rifugiò nel tronco vuoto di un vecchio faggio e incise sulla corteccia le vicende della sua vita.
Molti anni dopo due coniugi modenesi, avvertiti in sogno da un angelo, ritrovano il corpo ancora intatto, custodito da una moltitudine di animali. Accorsero sul posto vescovi e popolazioni dalla Toscana e dall’Emilia ne nacque una disputa per il luogo dove collocare il Santo.
Per venire a capo della questione fu deciso di affidare la scelta al volere di Dio.
La salma venne posta su di un carretto trainato da due torelli, e nel luogo dove si fermarono fu costruita la Chiesa.
La croce di San Pellegrino, sorge prima dell'ingresso del voltone da lato toscan, sul luogo dove, secondo la leggenda, sarebbe stato l'albero dove fu ritrovato il corpo di San Pellegrino.
La leggenda del giro del diavolo
Il santuario si trova nel comune di Castiglione, sulla linea di confine tra Emilia e Toscana; ed i corpi di san Pellegrino e san Bianco hanno la testa rivolta verso la Toscana e i piedi verso l'Emilia. L'identità e la storia dei due Santi sono incerte e hanno dato luogo a molte ipotesi fantasiose.
La leggenda più diffusa è che san Pellegrino sia figlio del re di Scozia Romano e di sua moglie Plantula. Appena quindicenne Pellegrino rimase orfano e a chi voleva inalzarlo al trono domandava - Quanto durerà la corona che mi date ?-- Fino alla morte - fu la risposta, ed egli replicò: - Veggo che questa corona è caduca, voglio quindi scambiarla coli'immortai -
Fu percosso e incatenato per cinque giorni e cinque notti senza cibo e senza bevande per essersi rifiutato di offrire, in una moschea, incenso a Maometto. Parti così alla volta della Terra Santa e visitò tutti i luoghi dove Gesù Cristo visse. In seguito una voce dal cielo l'ammonì: - Va in Italia, che ivi sarà la tua vittoria e la tua quiete- Salì cosi sulla prima nave, arrivò ad Ancona, si fermò a Roma, Bari e sul monte Gargano, un Angelo gli disse: - Andrai nella selva tenebrosa e fa ivi la via sicura perché coloro che passano di là vengono uccisi dai demoni. Segui la stella -
Si trattava di quell'immensa selva, nel versante modenese dell'Appennino, a cui Pellegrino, dopo dodici anni di lotte con i demonii, darà il nome di Romanesca, perché vi passavano sia ai romei che agli altri viandanti. Mangiava e beveva una volta al giorno: suo cibo erano erbe e radici, che gli portava una leoparda, e beveva la rugiada del cielo.Venne tentato dal diavolo più volte, ma seppe sempre resistere. Alla fine il diavolo, irritato, lo schiaffeggiò così violentemente da fargli compiere tre giri su se stesso. Vicino al crinale che divide la Toscana dall' Emilia, si trova un luogo detto il Giro del diavolo dove sono ancor oggi visibili i grossi cumuli di pietre che fino a qualche decina di anni fa, processioni di devoti portavano come segno di penitenza per onorare il Santo e chiedergli delle grazie. Si racconta anche che il Santo giunto all'età di 97 anni, 9 mesi e 23 giorni, sentendo ormai vicina la morte si rifugiò nel tronco vuoto di un vecchio faggio e incise sulla corteccia le vicende della sua vita.
Molti anni dopo, due coniugi modenesi, avvertiti in sogno da un angelo, ritrovarono il corpo ancora intatto, custodito da una moltitudine di animali. Accorsero sul posto vescovi e popolazioni dalla Toscana e dall'Emilia, ne nacque una disputa per il luogo dove collocare il Santo. Per risolvere la questione fu deciso di affidare la scelta al volere di Dio. La salma venne posta su di un carretto trainato da due torelli, e nel luogo dove si fermarono fu costruita la Chiesa.


Maggiori informazioni all'indirizzo http://www.sanpellegrino.org


Si ringrazia il Gruppo Alambra, la Comunità Montana del Frignano e F. A. Scanabissi e L. Spennato per avere consentito la realizzazione della presente sezione tratta dal libro "Comunità Montana del Frignano" e il libro "Sulle antiche strade del Frignano: voci di storia e leggenda" Adelmo laccheri Editore in Pavullo

 
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